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LE FRAZIONI DEL COMUNE
GRAGNANA
Gragnana era chiamata in passato Gragnanum o Granianum. Il paese nacque lungo la mulattiera che conduceva in Lunigiana. Dominava il paese un antico castello di cui non restano che i ruderi. La chiesa di Santa Margherita secondo un’antica leggenda si dice avesse una campana miracolosa che suonava per cacciare la peste.
Il paese fu governato dai Cattani della Versilia ed in seguito dai Malaspina. Il castello si trovava in posizione atta a dominare la valle circostante e questo fece si che Castruccio Castracani, quando si recò in Garfagnana nel 1319, lo occupasse, e ne fossero spogliati i Conti Corrigo e Puccinello, accusati di essersi precedentemente ribellati ai Lucchesi. I conti avevano una forte rivalità con quelli di Dalli e per questo vi furono molte battaglie fra di loro e proprio in memoria di una di queste, in cui vi furono molte perdite da entrambe le parti, al luogo in cui avvenne fu dato il nome di Colle dei Morti. Oggi è sempre presente anche un ponte medievale che, per mezzo di un antico sentiero, collegava Gragnana a Piazza al Serchio passando per San Michele. Fra i personaggi più importanti di Gragnana vi fu Guglielmo da Gragnana, che fu Canonico di S. Martino di Lucca nel 1220, e Bernardino da Gragnana Canonico e Vicario Generale della Diocesi di Luni nel 1313.
PETROGNANO
In questa frazione si trova la bella chiesa di S. Biagio, struttura romanica del X secolo, situata sopra una rupe di gabbro rosso, della cui roccia sono formati i monti conici che sorgono lungo il Serchio. Durante il Medioevo era chiamato Feudum Petronianum della Tavola Velleiate.

Nei secoli XII e XIII era tributario della Corte Pontificia mentre nel 1430 ambasciatori con regolare mandato chiesero alla Signoria di Firenze protezione e difesa.
SAN DONNINO
Il paese giace sulla sponda destra del Serchio. Si può ammirare il monte di Croce che, nel 1869, fu tagliato per aprire il varco alla strada Provinciale. Questo monte è un grosso e gigantesco macigno, nella sommità del quale esisteva il Castello dei Conti di S. Donnino, di cui però oggi non restano che pochi frammenti. Sorge precisamente davanti a quello di Castelvecchio, detto anche Castel d'Angionei. San Donnino nel 1370 tornò alla obbedienza della Repubblica di Lucca, alla quale si era ribellato per istigazione degli Antelminelli, signori allora di Castiglione, alla cui Vicaria apparteneva fin dall'anno 1308, come rivela lo Statuto Lucchese.

I conti di San Donnino furono persone di una certa importanza. Fra essi Ugolino Sandonnini fu seguace di Arrigo VII e di Giovanni Re di Boemia, mentre Andrea fu nominato Nobile dell’Impero da parte dell’Imperatore Carlo IV e suo figlio Pietro fu Rettore dell’Università di Pisa nel 1450. Invece Nicolao di Bartolomeo Sandonnini diventò Segretario di Papa Paolo II ed in seguito Vescovo di Modena e poi di Lucca. Proprio a questo prelato è dovuta la riedificazione dell'attuale chiesa parrocchiale, dedicata a S. Donnino. Nel 1489 Nicolao ottenne l’investitura di Contea per il feudo di San Donnino, riconfermata da Alfonso I (1518) ed Ercole II, duchi di Modena.
LIVIGNANO

Il suo nome originario era Comune Livignani. Fin dai primi secoli dopo il mille, Livignano era uno dei feudi appartenenti ai Vescovi di Lucca, ai quali venne confermato dall'Imperatore Ottone IV, con un privilegio del 14 dicembre 1209 e ripetuto da Carlo IV.La chiesa di S. Giovan Battista fu restaurata nell'anno 1828, mediante un sussidio di L. 1000 elargito dal Duca Francesco IV . Sull'altare maggiore si può ammirare un quadro rappresentante l'Ascensione di Cristo, con sotto S. Giovanni Battista, pittura di scuola Parmigiana del secolo XVI.
BORSIGLIANA
Il nome originario era Comune Burciliani ed era unita al piccolo paesino di Vergnano con il quale formava un Comune autonomo. La chiesa di Santa Maria Assunta, romanica, presenta sulla facciata un antico bassorilievo in pietra nel punto in cui vi era un vecchio portale di ingresso. All’interno si trova un trittico quattrocentesco di Pietro da Talada. Dista 5 km dal capoluogo.
VERGNANO

Il piccolo paesino giace lungo la strada che porta a Sillano, sulla sponda destra del fiume. Nel luogo ove attualmente è la chiesa vi era in passato una Rocca, di cui oggi non rimane niente.
S. MICHELE
Durante il Medioevo San Michele divenne un importante centro per il suo Castello, residenza dei Conti che portavano il nome della frazione. Il paese è diviso in due dal torrente Acquabianca ma le due borgate comunicano fra loro mediante un antichissimo ponte di pietra trecentesco, ad un solo arco, costruito dai nobili Spinetta Malaspina, allora feudatari. L’origine dell’insediamento di San Michele si può far risalire all’epoca dell’invasione longobarda: sia per la devozione all’arcangelo Michele, tipica di questo popolo, sia perché i nobili erano di tale origine come tutte le altre pari famiglie feudatarie dell’Alto Medioevo in Garfagnana.
San Michele fu dato a titolo di feudo a Canemondo dé Conti Nobili nell’883. La donazione fu confermata dalla Contessa Matilde. Anche i Conti di San Michele furono spogliati dei loro domini nel 1319 quando Castruccio degli Antelminelli, Capo del Consiglio di Lucca e difensore dell’Impero, organizzò una spedizione del suo esercito per riconquistare le terre avverse ai lucchesi. Finito il periodo feudale, San Michele divenne una comunità con propri statuti, facente parte della Vicaria di Camporgiano e passando sotto il dominio dei lucchesi, dei pisani e dei fiorentini, fino a diventare parte del Ducato di Modena nel 1446.
NICCIANO E CORTIA
Nicciano sorge sopra un colle che sovrasta San Michele, a sinistra del torrente Acquabianca ed alla base del monte Tea. L’abitato attuale riprende le linee di un castello fortificato con mura, che appartenne al Marchese Spinetta e che in seguito fu da lui venduto alla Repubblica di Firenze.

La chiesa romanica di San Matteo dopo che vi fu ucciso al suo interno il parroco, fu poi ribenedetta dal Cardinale Alessandro I Guidiccioni, Vescovo di Lucca, perché il Vescovo di Sarzana , che n'era il diretto Pastore, si trovava impedito dal compiere le cerimonie prescritte dai Canoni, a causa della peste che allora desolava quella città.
Nel 1603mentre le sorti dei Lucchesi sotto Castiglione non stavano andando bene, un corpo di milizie che stanziava in Lunigiana, comandato dal Capitano Jacopo Coreglino,assalì Cortia e quindi Nicciano e, dopo una breve resistenza dei Garfagnini, fece dare al sacco e alle fiamme i due paesi. Nicciano fu patria di A. Lemmi, conosciuto sotto il nome di Duca Tognone, il quale merita di essere ricordato per il suo animo e valore, in quanto fu un ardimentoso oppositore dei francesi e degli spagnoli, che dopo la capitolazione del 1704 avevano una guarnigione nella Provincia, e che lui costrinse a rifugiarsi nella fortezza di Montalfonso ostacolando la loro impresa, rinunziando alla impresa di invadere con le armi la parte superiore del paese.
COLOGNOLA
In passato era conosciuta anche come Colognora. Secondo antiche tradizioni i vasti campi che caratterizzano la frazione costituivano i giardini degli antichi e potenti Conti di Gragnana.
C O G N A
A Cogna (detta anche Cogni) vi sono i resti di un'antica torre detta il Castelletto. Nel suo territorio vi è abbondanza di campi fra cui una volta ne spiccava uno grandissimo di proprietà dei Conti di Valle Nera (detti oggi Valisneri), denominato Valgivera.
S. ANASTASIO

La frazione prende il nome dalla sua chiesa parrocchiale, consacrata a S. Anastasio. In passato aveva sotto le sue dipendenze anche i villaggi di Colognola e di Petrognola e parte del territorio di Cogna. Nella chiesa si possono ammirare un quadro in tavola a fondo dorato, ritenuto di molto pregio, rappresentante la Vergine col Bambino in stile gotico. Si presume sia opera di Filippino Lippi da Firenze (1420 circa). I suoi boschi sono da sempre meta di cacciatori per la numerosa selvaggina.
PETROGNOLA
Petrognola si erge sopra un colle denominato di Castripoli, a circa metri 500 sulla destra della strada provinciale. In passato era sotto l’autorità di Sant’Anastasio.
storia delle frazioni
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